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Piccoli spunti per non impazzire

Nessuno poteva immaginare una partenza peggiore, ma cerchiamo di razionalizzare quando visto in queste prime due partite. Vediamo cosa possiamo salvare e cosa invece bisogna cambiare assolutamente.

COSE NEGATIVE:

  • Il gioco: il grandissimo assente. Manovra lentissima, involuta, giocatori con il pallone sui piedi e nessuno che si libera; lanci lunghi alla disperata verso le punte, giocatori che non si trovano in nessuno modo. Devo andare avanti? CONFUSI E INFELICI.
  • Padoin regista: apprezzato come jolly interno di centrocampo o terzino, naufraga miseramente come regista. Non riesce mai a dare ritmo, geometrie, o anche semplicemente un passaggio che metta in movimento un compagno. Emblematico quanto successo oggi: palla alla nostra difesa, Dzeko scende a marcare Padoin che… si nasconde dietro di lui mentre Bonucci non sapeva a chi dare la palla con tutte le linee di passaggio chiuse. Allegri ha voluto restare coerente con quanto detto in precedenza, ovvero che lui sia l’unico che può giocare in quella posizione, escluso Marchisio. Se è vero i casi sono due: o si cambia modulo, o si istituisce un gruppo di preghiera per la salute del Principino. GRAZIE MA BASTA.
  • la fase difensiva: dico “fase difensiva” per non scaricare tutta la responsabilità su un reparto. Eravamo abituati ad un fortino difficilmente espugnabile. Due gol su tre sono arrivati su palesi errori individuali (Lichtsteiner si perde completamente Thereau, Chiellini marca Dzeko… da dietro); con la Roma sono state regalate occasioni su occasioni, salvati da Gigi Buffon e dal palo; giocatori liberi di impostare e crossare; palloni persi davanti all’area e via dicendo. POLISTIROLO.
  • Pogba: dolorosissimo ma necessario. Pogba è partito fortissimo chiedendo la maglia numero 10 e assumendosi la responsabilità della squadra, con le sue giocate avrebbe dovuto illuminarci e sbrogliare le matasse più intricate, toglierci le castagne dal fuoco e… niente di tutto ciò. Solo promesse ed illusioni per ora. Un giocatore innamorato di sè stesso, che vede pochissimo i compagni, che perde banalmente il pallone davanti all’area e mai pericoloso in attacco. A questo aggiungiamo tanto nervosismo e proteste. A noi serve il Pogba “razza superiore”, dominante a centrocampo e pericolosissimo in fase di attacco. SPOLPO.

COSE POSITIVE:

  • Bonucci e Barzagli: Bonnie le ha giocate entrambe, La Roccia solo la prima. Hanno ripreso da dove avevano lasciato, sono i due migliori difensori italiani, continuano a scrivere pagine del “manuale del difensore” ogni partita. Chissà cosa sarebbe successo in queste due partite se invece di loro due ci fossero stati due difensori “normali”. GUARDIANI DELLA NOTTE.
  • Mandzukic: ok, il Manzo non ha segnato, ma è stato servito malissimo. I pochi palloni che ha avuto si sono comunque tramutati in occasioni, con il gol mancato di poco o ottime parate del portiere. In più un eccellente lavoro quando pressa e scende a recuperare palloni. GARRA CROATA.
  • Dybala: gioca un quarto d’ora con l’Udinese inventadosi pure trequartista e suggeritore, con la Roma segna il gol della speranza ed è uno dei pochissimi ad avere le idee chiare su cosa fare. TITOLARE FISSO.

DA SCOPRIRE:

  • Marchisio regista: va bene, lo diamo per scontato perchè ce lo ricordiamo lo scorso anno quando fu definitivamente scelto come vice-Pirlo. Ci ricordiamo anche però la pessima partita di andata con la Fiorentina. Ora dovrà assumere la titolarità del ruolo, in un cantiere aperto e in una squadra da ricostruire come gioco e carattere. EREDE DESIGNATO.
  • Morata: carisma in forte aumento e carico per la nuova stagione, fermato da un infortunio, ha fatto vedere pochissimo in campo contro la Roma. L’anno scorso è stato per alcuni versi l’arma segreta in appoggio a Tevez. Quest’anno avrà la doppia sfida di far combinare il suo talento con i movimenti da primissima punta di Mandzukic e con la tecnica, la mobilità e la classe di Dybala. PUZZLE.
  • i nuovi acquisti: alla fine chiudiamo con Lemina ed Hernanes. Non sono Iniesta e Aguero, ma speriamo che questi due giocatori che aiutino la squadra a risollevarsi, sì. AVANTI UN ALTRO.
  • Cuadrado: un quarto d’ora quando tutti gli schemi erano saltati. Capacità di coprire tutta la fascia, corsa e velocità, qualche tentativo di saltare l’uomo ed una grossa incognita tattica per il futuro. FRECCIA NERA.
  • Alex Sandro: squalificato Evra, tocca a lui tra quindici giorni. Padoin permettendo, ovvio. UFFICIO SINISTRI.
  • Allegri: ha fatto anche lui i suoi errori come tutti, tipo mettere nuovamente Padoin a fare il regista. Qualcuno lo accusa di aver voluto fare scelte conservative, non cambiando modulo e non rischiando i nuovi. Solo in attacco per forza di cose ha messo Mandzukic, Dybala entrato a partita in corso con l’Udinese (come in Supercoppa) e titolare con la Roma; Alex Sandro spettatore non pagante in panchina e Cuadrado un quarto d’ora. Nonostante tutto questo, sarebbe bastato che entrasse un gol con l’Udinese nel primo tempo ed un rocambolesco pareggio a Roma nel finale (ci è mancato davvero pochissimo) per non essere a zero in classifica. Non sarebbe comunque cambiato nulla sul piano del gioco.
    Aveva chiesto alla società un trequartista con determinate caratteristiche e la società non è stata in grado di farlo arrivare (non ha voluto? non ha potuto? non ha saputo?). A questo punto la sfida è ricostruire completamente questa squadra con nuove logiche, forse un modulo diverso e nuovi protagonisti per cominciare davvero il nostro campionato dopo la pausa nazionali. AL TIMONE.

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