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Quaglia o non quaglia?

Ieri Antonio Conte ha stilato la lista delle convocazioni per l’Europa League nella quale sono presenti 23 calciatori bianconeri. Ha fatto scalpore certamente l’esclusione di Fabio Quagliarella: l’attaccante juventino infatti è stato il più prolifico in Europa in queste due stagioni, superato solo dal centrocampista cileno Arturo Vidal. L’estromissione però ha un suo perché logico, anche se pare siano giunte motivazioni extra-campo che noi non possiamo conoscere e quindi, fino a quando non sapremo la realtà dei fatti, così come sono andati, proveremo ad analizzare l’esclusione di Quagliarella da un punto di vista puramente tecnico.

Come è possibile notare, la Juventus con l’acquisto di Osvaldo nel mercato di riparazione di gennaio, ha integrato un altro attaccante, da aggiungere ai 5 già presenti in rosa. Con 6 attaccanti, troppi per due competizioni, Conte si è ritrovato a doverne fare fuori uno a causa del regolamento imposto sulle liste. Le liste infatti funzionano in questa maniera, brevemente: è possibile inserire un massimo di 25 calciatori, ma i posti dal 18 al 25 sono riservati ai calciatori di formazione nazionale, ossia calciatori formati dalla federazione (per un numero massimo di 4) e dalla società stessa. A oggi gli unici calciatori presenti nella Juventus che soddisfano il requisito di calciatore formato dalla società sono due: Giovinco e Marchisio. Le cessioni di De Ceglie e Marrone, infatti, sono state decisive a tal proposito e hanno fatto sì che Conte potesse stilare una lista di 23 calciatori e non di 25. Proprio il nome di Giovinco risulta fondamentale nella vicenda perché, oltre a essere un calciatore formato dalla società, è anch’egli un attaccante, esattamente come Quagliarella. In molti infatti hanno provato a dire che l’escluso sarebbe dovuto essere Sebastian Giovinco e non Fabio Quagliarella, ma se Giovinco non fosse stato inserito in lista, automaticamente essa sarebbe stata ridotta a 22 elementi, quindi con la semplice deduzione che neanche Quagliarella avrebbe trovato posto.

Se questa non basta come motivazione, ecco che abbiamo un altro ragionamento tecnico, di valori sul campo: impossibile non convocare Tevez e Llorente, i nostri due assi lì davanti, che ancora una volta, contro l’Inter hanno dimostrato quanto valgono. A questo punto, con Giovinco per forza da includere nella lista, e con due posti rimasti, bisogna scegliere tra Vucinic, Osvaldo e Quagliarella. Se a gennaio prendi Osvaldo e non lo convochi per l’Europa League allora non hai le idee chiare e il suo acquisto sarebbe stato di fin troppa inutilità. Di conseguenza, con due calciatori per un posto, la scelta non può non ricadere su Vucinic, sicuramente il nostro attaccante più forte per distacco in questi due anni di gestione Conte, prima dell’arrivo dei due della coppia d’oro (Tevez e Llorente).

Altri poi hanno provato a dire che bisognava escludere un altro calciatore per far spazio a Quagliarella, che meritava il posto più di “nome a caso”. Anche questa era un’opzione valutabile, ma la Juventus ha i giocatori per centrocampo e difesa praticamente contati, soprattutto se si considera il fatto che in Europa League non vedremo la formazione titolare, ma una formazione rimaneggiata (almeno ciò si evince adesso). Ma non solo, chi va a spiegare a Padoin e a Isla che sono stati esclusi perché Quagliarella meritava di essere nella lista più di loro? Chi spiega loro che hai bisogno di un sesto (!) attaccante quando avresti certamente più bisogno di un sostituto sulla fascia destra? Chi spiega a Pepe che non gioca da tantissimo tempo e che forse potrebbe trovare spazio proprio in Europa League che non è stato convocato perché “Ho bisogno del sesto attaccante”?

Un’altra soluzione forse poteva esserci, e sarebbe stata quella di inserire un portiere formato dalla società al posto di Rubinho, come terzo, con la conseguenza di portare la lista a 24 e liberare un posto dove inserire proprio Fabio Quagliarella. Ma ritorniamo al discorso di prima, come spieghi a un tuo calciatore che non lo convochi per dare spazio a un altro che gli preferisci ma che non ha niente a che vedere con il suo ruolo e quando proprio in quel ruolo sei più che coperto?

Queste le motivazioni tecniche che hanno portato, a mio parere, alla esclusione di Fabio Quagliarella. E dispiace, perché si è sempre fatto trovare pronto e perché in questa situazione, almeno per i motivi qui analizzati, si tratta solo di sfortuna; cosa che invece non si può dire di Giovinco, che probabilmente, con un regolamento diverso delle liste, avrebbe lasciato il posto proprio a Quagliarella.

Dopo aver scritto questa analisi, riguardante le motivazioni tecniche, pare che Fabio Quagliarella sia stato messo fuori rosa, o almeno questo è quello che si sta riportando in questi minuti. Bisognerà trovare ulteriori conferme e magari venire a conoscenza dei motivi di questa altra esclusione, ben molto più grave, anche se ormai sembra cosa certa. A quanto pare la Juventus non avrebbe digerito le dichiarazioni del procuratore di Quagliarella, Bozzo, che sosteneva come il proprio assistito meritasse più rispetto proprio in merito alle convocazioni per l’Europa League; la risposta della società bianconera è stata quella di imporre orari differenti di allenamento al proprio calciatore. Ciò potrebbe essere una conferma che la sua esclusione sia arrivata prettamente per motivi tecnici e dunque la decisione di mettere fuori rosa l’attaccante è stata solo una reazione “pesante” alle parole del procuratore di Quagliarella, ma, come detto in precedenza, bisognerà attendere dei risvolti per esserne certi. 

MAROTTA SEMBRA AVER SMENTITO TUTTO DICHIARANDO CHE: “Fabio Quagliarella non è fuori rosa e la Juventus non ha mai pensato di prendere una decisione di questo tipo perchè non ne sussistono i motivi. Il giocatore si è allenato a parte perchè reduce da una influenza e, quindi, ha svolto lavoro differenziato in palestra. Quagliarella è un nostro tesserato, da sempre apprezzato per il suo lavoro e il suo contributo alla squadra. I regolamenti delle competizioni internazionali impongono scelte magari spiacevoli, ma obbligate, e così è stato in questo caso. La sua esclusione dalla lista Uefa non può essere vissuta come una mancanza di rispetto, perché così non è, come dimostra il fatto che il calciatore è stato preventivamente avvisato della decisione”.

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