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«Sarri! Chi era costui?»

Un’estremizzazione che annebbia le menti dei tifosi e di alcuni dirigenti – cosa che mi preoccupa di più. È sport, non ha senso. Non si può essere scontenti di un secondo posto“. Parole e musica di Maurizio Sarri.

Comincia oggi l’esperimento, voluto da Nedved e Paratici (Agnelli mi sembrava di parere diverso), di trapiantare un corpo estraneo all’interno del meccanismo Juventus. Funzionerà?

Nell’attesa del suo esordio sulla panchina bianconera, cosa possiamo dire su Sarri, che non sia già stato detto dai giornali?

Sul “Sarri personaggio” direi di sorvolare: è semplicemente improponibile. Una scelta in totale controtendenza rispetto al progetto di crescita internazionale del brand Juventus.

Sulla carriera del “Sarri calciatore” non c’è proprio nulla da dire: è inesistente.

La carriera di “Sarri allenatore” invece, sfrondata dalla retorica spicciola del Comandante e del bel gioco, può essere interessante.
Fino al momento in cui si è seduto sulla panchina del Napoli la sua carriera è stata abbastanza “contraddittoria”: Sansovino, Sangiovese, Pescara (dimissioni), Arezzo (esonerato), Avellino (dimissioni prima di iniziare il campionato), Verona (esonerato), Perugia (esonerato) e Grosseto (subentrato nelle ultime 11 giornate): non un gran che come curriculum. L’Alessandria nel 2010-11 viene considerata essere la sua prima esperienza “di successo” nel calcio che conta qualcosa: si conclude però con la sconfitta nelle semifinali dei playoff e l’addio ai sogni di promozione.
Da lì passa sulla panchina del Sorrento, in Lega Pro, dove viene esonerato a dicembre.

Arriva quindi sulla panchina dell’Empoli, in Serie B, nel 2012. Alla fine della prima stagione si qualifica ai play-off ma perde la finale con il Livorno e niente promozione in A. L’anno successivo arriva secondo, dietro un Palermo imprendibile, ed ottiene la promozione diretta in A, senza passare dai play off. L’anno dopo conquista il 15° posto in Serie A e la salvezza. A fine campionato si dimette, nonostante avesse ancora due anni di contratto.
Tanto per fare un confronto, l’anno successivo Giampaolo, su quella stessa panchina, arrivò 10°.

Sta di fatto che, grazie alle prestazioni con l’Empoli, si guadagna la chiamata sulla panchina del Napoli.
In verità, Mihajlovic, Emery, Montella, Spalletti e Prandelli sono le prime scelte e Sarri arriva tra lo scetticismo dei tifosi: col senno di poi possiamo parlare di una scommessa vinta?

Di nuovo, al netto della retorica sul “bel gioco” e sulle vittorie morali, il confronto tra Napoli-Sarri e Juve-Allegri è abbastanza impietoso: nei 3 anni in cui Sarri siede sulla panchina del Napoli Allegri fa incetta di trofei, non lasciando al rivale neanche le briciole.
Si dice: in campionato, con quel divario di rose, più di così non si poteva fare. Probabilmente è vero, ma anche “meno di così”, in campionato, era difficile fare. I rivali del Napoli di questi anni infatti sono stati Roma, Inter, Milan e Lazio: arrivare davanti a queste miserie non è stata certo un’impresa titanica; arrivare dietro sarebbe stato un fallimento.

Siccome parlare di “Sarri allenatore” è ormai diventato uno scontro ideologico, passiamo la parola ai risultati.

Lasciamo perdere la Juventus: guardiamo i risultati del Napoli contro se stesso e contro le sue “vere” rivali.

-Napoli 11/12 – Mazzarri – 5° Serie A – Vincitore Coppa Italia (Juventus) – Ottavi di ChL (Chelsea)
-Napoli 12/13 – Mazzarri – 2° Serie A – Ottavi di Coppa Italia (Bologna) – Sedicesimi EL (Viktoria Plzeň) – Finalista Supercoppa Italiana (Juventus)
-Napoli 13/14 – Benitez – 3° Serie A –  Vincitore Coppa Italia (Fiorentina)- Gironi di ChL – Ottavi EL (Porto)
-Napoli 14/15 – Benitez – 5° Serie A – Semifinali Coppa Italia – Semifinali EL (Dnipro) – Vincitore Supercoppa (Juventus)
-Napoli 15/16 – Sarri – 2° Serie A – Quarti Coppa Italia (Inter) – Sedicesimi EL (Villareal)
-Napoli 16/17 – Sarri – 3° Serie A – Semifinali Coppa Italia (Juventus) – Ottavi ChL (Real Madrid)
-Napoli 17/18 – Sarri – 2° Serie A – Quarti Coppa Italia (Atalanta) – Sedicesimi EL (RB Lipsia)
-Napoli 18/19 – Ancelotti – 2° Serie A – Quarti Coppa Italia (Milan) – Quarti EL (Arsenal)

In questo stesso periodo il Milan vinceva 2 Supercoppe (Allegri e Montella) e la Lazio 1 (S. Inzaghi), oltre ad aggiudicarsi anche 2 Coppe Italia (Petkovic e S. Inzaghi). Come si vede quindi non era impossibile battere la Juve e il Napoli di Sarri ha ottenuto risultati in linea con quelli di chi si è alternato su quella panchina, senza però l’acuto di almeno una vittoria.

Ne avrebbe avuto l’opportunità? Sicuramente nelle stagioni 15/16 e 17/18 poteva fare meglio in Coppa Italia e in Europa League, ma dove credo che abbia clamorosamente toppato è stato nel momento decisivo del campionato 2017-18.

Il Napoli aveva appena vinto a Torino 0-1 grazie a un gol su calcio d’angolo di Koulibaly. L’inerzia era quindi a favore del Napoli, che inseguiva la Juve ad un solo punto. La Juve era attesa da due trasferte difficili (Inter e Roma) mentre il Napoli aveva un calendario in discesa (Fiorentina, Torino, Sampdoria e Crotone) e il favore di tutti : il sorpasso sembrava cosa fatta.
Invece, proprio a Firenze, in albergo, la testa dei giocatori del Napoli va in tilt e lo scudetto riprende la via di Torino. Ricordo distintamente che quel giorno, sentendo quelle dichiarazioni di resa, ripensai a un video di Conte, carpito (o messo in giro ad arte?) nell’aprile 2012 durante un allenamento (quello del “dovranno cag.re sangue” per intenderci): il Milan era davanti alla Juve di ben 4 punti ma l’approccio di Conte alle ultime partite fu quello giusto, quello vincente e, “casualmente”, vinse. Possiamo dire lo stesso di Sarri?

E veniamo infine all’esperienza al Chelsea. Non so che idea abbiate voi di quello che è successo quest’anno al Chelsea con Sarri, ma credo che qualche titolo di giornale di quei giorni, preso a caso dal web, possa aiutare a ricostruire l’annata del mister toscano.

3 gennaio, dopo il deludente 0-0 casalingo contro il Southampton: Sarri chiede rinforzi: “Abbiamo un problema in attacco…” (Morata, Pedro, Giroud, Batshuayi, Willian, Hazard). Arriverà anche Higuaín.

22 gennaio: La rosa del Chelsea contro Sarri, considerato noioso e prevedibile. E qualcuno sussurra: “Neanche sa come mi chiamo!”
L’Evening Standard cita una fonte interna al club che parla di una evidente insoddisfazione da parte dei calciatori per quasi tutto ciò che riguarda il Sarri-ball. Tutto troppo ripetitivo, prevedibile e a tratti persino noioso. Per non parlare degli effetti della mancanza di turnover…

21 marzo: Chelsea, tifosi contro Sarri: abbonamenti in vendita.L’ultima protesta contro l’ex tecnico del Napoli è arrivata online, con la messa in vendita di centinaia abbonamenti. […] Lo stesso calcio che ad inizio stagione era stato ribattezzato Sarri-ball, sinonimo di spettacolo, ma che oggi è giudicato un noioso e ripetitivo esercizio di pallone. Soprattutto inefficace, come dimostrano i recenti risultati: quattro sconfitte negli ultimi otto turni di campionato, sconfitta nella finale di Coppa di Lega, eliminazione dalla Coppa d’Inghilterra.

28 Marzo: Sarri ha imparato dalla Juve: meno bello e più efficace, il Chelsea lo tenga.Nelle settimane scorse e di certo anche in quelle che seguiranno, la dirigenza del Chelsea ha pensato più volte di mandarlo a casa, presumibilmente in Italia. Ma c’è un fatto che, pur disturbando Sarri, non può essere sottaciuto: il suo calcio non piace più a tutti. O piace meno agli inglesi. O non entusiasma quella parte del pubblico londinese che adora l’alta intensità. A volte la manovra di Sarri è effettivamente noiosa (la palla scorre lenta e i passaggi sono prevedibili tanto da favorire il posizionamento degli avversari), altre troppo difensiva (è successo con il Manchester City in Coppa dopo la batosta in campionato), altre ancora monocorde. Tuttavia i meno ortodossi tra i critici del calcio hanno salutato queste novità con un certo favore. Secondo una loro ben nota teoria, non sempre si può vincere giocando bene. Quest’anno, invece, e mi riferisco soprattutto alle Coppe, l’allenatore è diventato più realista. Accetta anche la prestazione parziale, magari sottotono, quella in cui a risolvere è il singolo o l’episodio provvede ad aiutare.

20 aprile: (Fonte Gazzetta) Premier, Chelsea: Sarri visto dall’Inghilterra. “Testardo e noioso”.La situazione è davvero strana. – racconta John Cross, prima firma del calcio del Mirror — Sul piano dei risultati Sarri sta rispettando i programmi. Penso che il fattore più importante sia la mancanza di feeling con i fan. I tifosi del Chelsea sanno che possono sbarazzarsi dei manager. Lo hanno già fatto e possono farlo ancora. Poi ci sono altri problemi. Sarri non ha utilizzato per diverso tempo i giovani, ha rimediato qualche ko pesante e in trasferta il rendimento è stato mediocre. Le sue parole riguardo i fischi dei fan non sono piaciute”.
Henry Winter, grande firma del Times, sintetizza il problema in una parola: “Sarri è testardo. C’era molta attesa nei suoi confronti. Il gioco del Napoli aveva affascinato l’Inghilterra, ma al Chelsea ha deluso. Dal punto di vista tattico, l’inserimento di Jorginho e lo spostamento di Kanté a destra è la scelta che gli viene rimproverata sin dall’inizio“.
Matt Barlow, cronista del Daily Mail, spiega: “Sarri prometteva, ma il suo calcio nel Chelsea si è rivelato lento e noioso. Jorginho e Higuain non convincono, la posizione di Kanté fa discutere e ha aspettato troppo prima di lanciare i giovani”.
Tony Banks, giornalista del Daily Express, da diverse stagioni segue i Blues: “Sarri resterà fino a giugno, poi si vedrà. I tifosi non sono convinti del gioco e neppure una parte dei calciatori.

E veniamo ai risultati. L’esordio non è dei migliori: sconfitta 2-0 nella FA Community Shield ad opera del Man. City. Poi, il 18 febbraio perde in casa 0-2 contro il Man. United e viene eliminato agli ottavi dalla FA Cup. Il 24 febbraio perde ai rigori la finale di League Cup contro il Man. City: a proposito dell’evoluzione del Sarri-ball, riguardatevi il catenaccio con cui affronta la partita. Per carità, è comprensibile: solo due settimane prima aveva perso 6-0 in casa del City ed incassato una severa lezione di tattica da Guardiola, è perciò più che giustificata e ragionevole la scelta del “primo non prenderle”. Sta di fatto che, al momento del dunque (la sua panchina era più che mai in bilico), tutti i bei discorsi sul bel gioco sono andati a farsi friggere e il risultato è diventato l’unica cosa che conta. Chiude la stagione raggiungendo l’obiettivo minimo in campionato (la qualificazione alla ChL) e la vittoria (da favorito) della EL.

Ad ogni modo: ha fatto meglio o peggio rispetto ai suoi predecessori?

2011/12 – Villas Boas-Di Matteo – 6° Premier – Vincitore ChLVincitore FA Cup
2012/13 – Di Matteo-Benitez – 3° Premier – Vincitore EL
2013/14 – Mourinho – 3° Premier
2014/15 – Mourinho – 1° PremierVincitore League Cup
2015/16 – Mourinho-Holland-Hiddink – 10° Premier
2016/17 – Conte – 1° Premier
2017/18 – Conte – 5° Premier – Vincitore FA Cup
2018/19 – Sarri – 3° Premier – Vincitore EL (PAOK, MOL Vidi, BATĖ Borisov, Malmö, Dinamo Kiev, Slavia Praga, Eintracht Francoforte e Arsenal gli ostacoli superati per arrivare alla vittoria finale).

Insomma, al netto della esaltante narrativa giornalistica nostrana (che, a quanto sembra, è istantaneamente finita nel momento in cui ha firmato per la Juve), non sembra aver ottenuto risultati straordinari, se confrontati coi suoi predecessori su quella panchina.
Nei fatti, lo stesso Chelsea ha ritenuto che il gioco espresso e i risultati ottenuti non meritassero la conferma e l’ha rispedito in Italia. Se non volete chiamarlo “esonero” chiamatela “risoluzione consensuale” o come meglio vi pare, il succo è lo stesso. Spero solo che la Juve non abbia davvero dovuto pagare una penale per aggiudicarsi un allenatore di cui il Chelsea si voleva disfare, perché sarebbe oltre il colmo.

Quindi, cosa aspettarsi dalla Juventus di Sarri?

La premessa per cui è stato scelto lui è la seguente: “La rosa non è stata adeguatamente sfruttata da Allegri. Grazie ad un gioco diverso, il suo tipo di gioco, sarà possibile ottenere risultati migliori soprattutto in Champions League, dove si pratica un tipo di gioco diverso: il gioco di cui Sarri è il miglior interprete dopo Guardiola”.

Questo è, a detta di tutti, il motivo che ha portato la dirigenza Juve a scegliere Sarri e non un qualsiasi altro Pinco Pallino (l’esonero di Allegri invece è un’altra storia). Di conseguenza, coerentemente, le aspettative per i prossimi 3 anni sono: campionati non solo vinti ma anche dominati, conditi da molteplici partite spettacolari; Coppe Italia vinte ad abundantiam e risultati migliori di Allegri in Champions League. In numeri: 3 scudetti, 3 Coppe Italia, Supercoppe a piacere, almeno 1 vittoria della Champions League.

Con queste premesse e aspettative mi sembra doveroso augurare un gigantesco “in bocca al lupo” a Sarri: ne avrà bisogno.

Cosa mi aspetto io, invece? Per parte mia, essendo un uomo semplice, un risultatista convinto e un TIFOSO della Juventus (non di Allegri, non di Sarri, non di un qualsiasi giocatore presente, futuro o passato: della JUVENTUS!), mi basta che la Juve vinca qualcosa e sarò contento.

Solo, a questo punto della storia della Juventus mi sarei aspettato un nome che potesse rappresentare sul campo l’idea gestionale di “alzare l’asticella”: non venitemi a raccontare che Sarri, oggi, possa essere questa cosa qui. Sarri, oggi, è solo l’ennesimo allenatore che la Juve potrà far diventare “grande”, nulla più.

Se diventerà “il Sacchi della Juve” sarò ben felice di essermi sbagliato. Fortunatamente (per lui) alla Juve esiste(va?) un solo metro di giudizio: i risultati ottenuti sul campo e su quelli sarà giudicato.

Le premesse non sono certo delle migliori, ma ora e sempre #FinoAllaFine Forza Juventus!!!

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