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Super…casino

Sono passate poco più di trentasei ore dall’annuncio ufficiale della SuperLega Europea, l’evento che ha sconvolto tutto il globo, non solo calcistico ma anche politico, mediatico, finanziario. Inevitabile fosse così, considerato che trattasi di un argomento di cui si parla da anni e forse in tanti nemmeno c’hanno mai realmente creduto; fatto sta che tanto tuonò che piovve…

Davvero “inaspettate” sono state le reazioni dei media italiani – quelle dei politici e politicanti (anche stranieri) le lasciamo fuori da qui perché puzzano solo di propaganda – che non hanno perso tempo nell’ergersi a difensori accorati della bellezza del calcio, vomitando le proprie invettive nei confronti di uno soltanto, Andrea Agnelli, dimenticando che del nuovo format faranno parte anche Inter e Milan.

Imbarazzanti le prese di posizione di tutti coloro che temono “la fine del calcio”, la distruzione “dei sogni dei bambini”, il venir meno “della passione per il gioco più bello del mondo”.

Fiumi di retorica, falso buonismo e moralismo spicciolo hanno invaso le redazioni dei quotidiani e delle TV, improvvisamente divenute paladine del “merito sportivo” che, guarda caso, è divenuto tema centrale oggi e non quando, per esempio, fu varata la riforma della Champions League con l’ingresso diretto ai gironi della quarta classificata del campionato italiano/inglese/tedesco a scapito del campione nazionale bulgaro/ucraino/croato che invece deve partire dai preliminari di luglio giocando con 35 gradi all’ombra. Sarà stata certamente una dimenticanza dei nostri eroi con la penna in mano.

Il refrain più gettonato delle ultime ore recita “il calcio è dei tifosi”, solo oggi però non quando si decideva di far disputare la Supercoppa italiana a Pechino o Riyad (contesti socio-politici aperti al mondo peraltro) perché in quel caso c’erano in ballo nobilissimi, quelli sì, interessi commerciali.

Mi chiedo, il calcio è dei tifosi anche quando per acquistare un biglietto allo stadio occorre vendersi un rene oppure per poter guardare, nel nostro caso, la Juve sia in campionato sia nelle competizioni internazionali si devono sottoscrivere tre diversi abbonamenti con altrettante piattaforme per soddisfare la passione? In tali casi a chi appartiene il calcio?

Qualche genio incontrastato del giornalismo sportivo italiota si è spinto ad asserire che la SuperLega allontanerà i tifosi dal calcio. E per quale motivo? Sarà per caso vietato l’accesso agli stadi per assistere agli incontri, oppure saranno oscurati i canali tv che li trasmettono? Mistero.

Impressionante il numero di personaggi più o meno credibili che dall’altro ieri si affanna a rimarcare il lato poetico, limpido, fantastico del pallone, mondo che magari fino a un attimo prima demonizzavano perché frequentato da rozzi in pantaloncini pieni di soldi e senza cervello, invitando magari a seguire discipline minori “perché lì c’è la vera essenza dello sport”.

Non che ce ne fosse bisogno, molti (pseudo)professionisti della televisione o della carta stampata hanno gettato la maschera arrivando persino a insultare il presidente bianconero – sempre omettendo di chiamare in causa Suning e Gazidis – senza nemmeno conoscere i dettagli della nuova competizione.

Se non altro in Spagna si sono posti degli interrogativi e ne hanno discusso direttamente con il neopresidente della manifestazione, Florentino Perez. Qui da noi, invece, parlano tutti; ovviamente con la supponenza di chi ne sa a pacchi ma a nessuno di loro viene in mente di alzare il telefono e chiedere al presidente bianconero delucidazioni sull’argomento.

Passi per i media, frequentati da gente senza arte né parte in cerca di visibilità, chi si è rivelato davvero patetico in questa vicenda sono molti calciatori e allenatori (sia ex sia ancora in attività) contrari alla SuperLega perché “il calcio non è solo denaro”; personaggi che magari sono arrivati a giocare in contesti sperduti e improbabili pur di staccare assegni milionari e adesso ce la vogliono menare con il lato poetico del pallone. Naturalmente da domani tutti questi signori saranno disposti a giocare e allenare gratis per puro spirito etico-sportivo.

Il teatrino peggiore, non poteva essere altrimenti, l’hanno offerto le due maggiori istituzioni calcistiche al mondo, UEFA e FIFA. Il presidente Ceferin è arrivato a offendere personalmente Agnelli (malgrado abbia fatto da padrino alla figlia di Andrea) definendolo “il peggiore dei bugiardi”; si sa che, se la metti sul personale, ciò significa che sei a corto di argomentazioni valide.

Dov’era l’organizzazione da lui diretta quando il Paris Saint-Germain compiva il delitto perfetto ai danni del Barcellona nell’affare Neymar, con la complicità di uno stato sovrano? E dov’erano i parametri del famigerato fairplay finanziario allorquando sempre il club parigino prendeva in prestito, nella stessa sessione di mercato, Mbappè dal Monaco con un riscatto fissato a € 180.000.000,00?

Sorvoliamo sul rispetto che, a suo dire, si dovrebbe portare agli appassionati, visto che (per dirne una) buona parte dei biglietti per le finali di Champions non vengono distribuiti a questi ultimi, privandoli della possibilità di assecondare la propria “fede” nella partita più importante in assoluto per un club, in quanto destinati a politici, autorità locali e colletti bianchi in genere (non paganti naturalmente).

Ridicole, non trovo altri aggettivi, sono le dichiarazioni di Infantino che parla addirittura di princìpi etico-morali violati in questa vicenda. Si riferisce agli stessi valori che hanno portato ad assegnare i prossimi mondiali al Qatar con ipotesi di corruttele internazionali sui quali indagò l’FBI americana? Oppure intende far riferimento alla sistematica violazione dei diritti dei lavoratori impegnati nella costruzione degli stadi e delle infrastrutture,  situazione che ha causato in dieci anni più di sei mila morti tra le maestranze, importate per lo più dal Bangladesh?

Siamo certi che non sia finita qui, che la demagogia populista continuerà a diffondersi nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, così come non possiamo sapere se, alla fine, la SuperLega prenderà il via o si troverà una soluzione di compromesso con l’UEFA.

Di una cosa però siamo convinti, le pantomime a cui assistiamo in queste ore con urla, strepiti, grida laceranti di presunto dolore ci lasciano indifferenti perché noi juventini conosciamo perfettamente il rappresentante medio dell’antijuventinismo militante (sia esso giornalista, politico, uomo di spettacolo o chi per loro), mosso solamente dall’odio acceccante verso tutto ciò che è bianconero.

A noi tifosi non resta che aspettare e continuare a seguire lo sport che amiamo, indipendentemente dal nome della competizione, perché ciò che interessa è semplicemente veder rotolare il pallone nella porta avversaria.

4 Comments

  1. Antonio

    20 Aprile 2021 alle 22:54

    Chapeau.

  2. enzo

    21 Aprile 2021 alle 08:16

    ..ammetto di essere leggermente frastornato, soprattutto sul seguente aspetto : …poniamo che il torneo della Super lega , parta fin dal prossimo mese di settembre…..Milan e Juve ,avendo ormai perso le speranze di vincere lo scudetto ,che interesse possono avere nel dannarsi ad entrare nei successivi tre posti della classifica , posto che per loro , e’ certa la partecipazione al torneo ritenuto piu’ prestigioso ??

  3. Enrico

    21 Aprile 2021 alle 09:50

    Bravo!!

  4. Giuseppe Di Martino

    21 Aprile 2021 alle 10:07

    Complimenti meglio di così non si poteva spiegare il tutto.

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