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Una serie di sfortunati eventi

Stavo scrivendo un articolo sulla differenza tra questa stagione e la stagione 2010-2011, che tra le ultime disputate è senza dubbio quella che ha più punti in comune con l’attuale, sia dal punto di vista dei numeri, sia da quello della situazione al contorno, quando su Twitter ho trovato un’intervista che Luca Gramellini ha realizzato all’avvocato Pierluigi Pugliese (link qui) riguardo gli ultimi accadimenti legati alla Juventus.

Folgorato sulla via per Damasco, cambio argomento e vi racconto brevemente quell’intervista; se sarò abbastanza conciso, in fondo all’articolo commenterò l’aspetto sportivo di questa prima parte di stagione.

Gli aspetti principali toccati dall’intervista sono tre: il caso Suarez, il caso Napoli-Coni e l’aspetto legato all’attacco continuo mediatico alla Juventus.

Parto dalla sentenza del Coni. L’amico Pierluigi fa notare due aspetti fondamentali della vicenda: il primo, che finché non si conosceranno le motivazioni della sentenza, sarà possibile fare qualunque ipotesi sulla stessa, ma che fondamentalmente è stata una mossa riuscita del Napoli.

I partenopei infatti hanno fatto ricorso al Coni avvalendosi di un legale che lavora (non nel settore calcistico, però) per il Coni. Come si dice, il mondo è dei furbi…

Inoltre, e questo è il secondo aspetto, pur esistendo un articolo della Figc che vieta di appellarsi a un altro ente in caso di partita persa a tavolino, esiste un articolo del Coni che di fatto lo annulla, avocando a sé la prerogativa di decidere su quali argomenti intervenire.

Quello che mi chiedo, ma a cosa serve avere un articolo del genere nello statuto della Figc se poi il Coni fa come gli pare?

Nel mio libro ho spesso fatto notare come la Figc, fin da quando si chiamava FIF (Federazione Italiana Football), sia stata, per usare un termine edulcorato, un coacervo di contraddizioni.

Dai campionati sdoppiati, a quelli assegnati a tavolino, dalla decisione di far disputare in certe date e in certe sedi delle partite importanti, dall’assegnazione o non assegnazione di alcuni titoli, la Federazione ha sempre dato l’impressione, o meglio, la certezza, di non essere mai imparziale e di essere spesso in confusione.

Infatti, sul caso della sconfitta del Napoli a tavolino, l’ultimo caso di cui stiamo parlando, quando il Napoli ha presentato ricorso al Collegio di Garanzia del Coni avverso le decisioni della Figc, quest’ultima si è presentata come parte in causa… ah, no, non si è presentata.

Gli altri due argomenti toccati dall’avvocato Pugliese sono il comportamento della stampa nel “caso Suarez” e il comportamento della Juventus sia nei confronti di chi la attacca direttamente, sia nei confronti di chi lo fa indirettamente.

Ci sono due aspetti della storia di Perugia (ma anche dei continui attacchi mediatici anche da parte di professionisti e/o da tesserati) che mi fanno riflettere.

Perché in prima pagina viene pubblicato il titolone contro la Juventus e non viene menzionato che la Juventus non è indagata? Ma perché fa vendere di più.

E perché la società Juventus Football Club S.p.A. ha deciso di mantenere un profilo basso, anzi, quasi nullo sull’aspetto “attacco dei media”?

Difficile dirlo. Io un ufficetto con un paio di legali e un addetto stampa che ogni tanto va in giro a fare quello che fanno gli altri lo metterei su… Così, per vedere se cambia qualcosa.

Anche perché in qualche caso si sta passando il segno, come le dichiarazioni di un tesserato nei confronti di un tesserato della Juventus che però sono folclore (dal loro punto di vista).

Io vorrei solo fare un esercizio di stile, e immaginare se il Presidente della Juventus si permettesse di offendere l’allenatore del Napoli cosa accadrebbe.

Ma è proprio quella la differenza tra noi e loro. Solo che non vorrei che questo atteggiamento Sabaudo del volare bassi fosse controproducente.

Oppure Agnelli sa qualcosa che noi non sappiamo, e che fa rima con “router-vega”.

Torniamo ai fatti di campo.

In questa prima parte di campionato la Juventus ha disputato 13 partite di campionato, vincendone sei, pareggiandone sei e perdendone una.

Le vittorie sono arrivate con squadre della cosiddetta parte destra della classifica, Sampdoria, Spezia, Cagliari, Torino, Genoa e Parma, i pareggi con Roma, Crotone, Verona, Lazio, Benevento e Atalanta e l’unica sconfitta con la Fiorentina.

Non voglio parlare di tattica, né di come e perché la Juventus abbia undici punti in meno rispetto allo scorso anno. E non voglio fare del vittimismo, ma voglio far notare come a causa di pochi episodi, la classifica sarebbe sicuramente diversa.

All’esordio in campionato ci tocca la Sampdoria. Prima panchina in serie A per Pirlo, proprio contro Ranieri, che è l’allenatore con più panchine della attuale categoria.

La Juve riesce a giocare in velocità, e con la complicità di una Samp che affronta l’impegno, come raccontato dal proprio allenatore, con sufficienza, vince 3 a 0.

Pareggio giusto con la Roma alla seconda di campionato, ma partita affrontata a viso aperto contro una squadra più rodata di noi.

Peccato per un episodio, determinante alla fine.

Nel primo tempo sacrosanto rigore per la Roma per fallo di mano di Rabiot e giusta ammonizione al francese, che nel secondo tempo verrà ammonito e quindi espulso.

Alla fine del primo tempo sacrosanto rigore per la Juve per fallo di mano di Pellegrini, però stavolta niente ammonizione al giovane centrocampista romano. Peccato, perché Pellegrini al 53’ viene ammonito per un fallo su Ronaldo. Con il giallo del primo tempo sarebbe stato rosso.

Archiviato il pareggio, c’è la sceneggiata del rinvio di Juve-Napoli, poi tocca al Crotone.

Nella partita in Calabria, complice l’assenza per Covid di Cristiano e la presenza in campo di alcuni esordienti assoluti (Portanova e Chiesa su tutti), la Juve fatica contro una squadra ben disposta in difesa.

Proprio un contropiede porta in vantaggio i calabresi, ma la Juve la raddrizza con Morata dopo dieci minuti.

Il gol del vantaggio non arriva, anche se per l’ennesimo fuorigioco millimetrico viene annullato un gol al centravanti spagnolo, dopo che la Juve si era ritrovata in dieci per l’espulsione di Chiesa al 15° della ripresa, per fallo a gamba tesa su Cigarini.

Espulsione diretta che a me pare esagerata, esattamente come l’ultima (quella di Cuadrado) subita dalla Juve.

Spiego perché: con la velocità della palla che c’è ora, il rischio che il pallone sia più veloce del piede c’è ad ogni contrasto. Allora, o si stabilisce che OGNI contatto del genere è da espulsione, oppure no.

Ma anche l’AIA non brilla per decisioni “impopolari”, d’altra parte è una componente della Figc…

Ancora assente Cristiano per Covid, altro pareggio con il Verona di Juric.

Dopo 60 minuti di equilibrio, Favilli in contropiede sblocca la partita per gli ospiti. Da lì in poi la reazione dei bianconeri che costringe il Verona a chiudersi dietro: Kulusevski pareggia, inutili gli assalti finali.

Vittoria netta con lo Spezia a Cesena, grazie al rientro in squadra di Cristiano.

La settimana successiva si torna a Roma, sponda biancazzurra, dove Pirlo prepara benissimo la partita, e la squadra gioca veramente bene. Almeno fino al 95°, quando Dybala, ripartendo in contropiede, controlla male la palla che esce in fallo laterale.

La Juve si traveste da coni (minuscolo, nel senso di coni da allenamento) e la Lazio va indisturbata, con Marusic batte il fallo laterale verso Correa che la passa a Caicedo, che in area, circondato da quattro difensori, ha tutto il tempo per girarsi e battere Szczesny. Punto sicuramente perso.

La Juve ospita il Cagliari dopo l’ennesima sosta per le nazionali e lo batte nettamente per due a zero.

Proprio a togliere continuità, ennesimo passo falso nella partita successiva. Si va a Benevento e si pareggia 1 a 1, complice anche la non convocazione di Cristiano.

Certo, il Benevento si è difeso bene e ha segnato nell’unica occasione che ha avuto, ma anche questi sono due punti persi.

Gioco spezzettato per le continue perdite di tempo e provocazioni dei giocatori campani che però inducevano l’arbitro Pasqua a espellere, a partita finita, il povero Morata, reo di avergli fatto notare civilmente che ci sarebbe stato un rigore per la Juve.

Il derby, partita a sé come sempre, anche se negli ultimi anni la rivalità è solo da parte loro. Li battiamo sempre, in un modo o nell’altro.

Sorvolo sul gol annullato alla Juve, ma dovevamo rimontare il gol subito da polli all’inizio, e l’abbiamo fatto. Nel derby vale tutto.

Poi ci sono state tre partite che a me sono piaciute, vittoria a Genova rossoblù per 3 a 1, pareggio in casa con l’Atalanta per 1 a 1, e vittoria a Parma per 4 a 0.

A parte il pareggio casalingo con i bergamaschi anche quello condito da qualche episodio buffo, è stato soprattutto il gioco espresso nei tre match (quattro, contando la splendida partita di Champions a Barcellona) che mi è piaciuto.

Squadra alta, aggressiva e veloce.

Ultima partita dell’anno, lo 0 a 3 casalingo con la viola.

Sconfitta meritata, alla fine. Però…

Però l’espulsione di Cuadrado eccessiva, soprattutto alla luce della mancata espulsione di De Roon nella partita con l’Atalanta e soprattutto visto che Borja Valero, già ammonito, non viene di fatto espulso al 5° del secondo tempo, su punteggio di uno a zero.

Così come nella stessa partita, sul punteggio di uno a zero e successivamente, su quello di due a zero, non vengono fischiati due rigori molto netti a favore della Juve.

Accanimento? Eccessivo peso dato agli episodi?

In medio stat virtus. Non siamo morti, ma neanche guariti del tutto.

Non abbiamo tutti contro, o, meglio, li abbiamo contro dal 1905.

Da quando, cioè, abbiamo vinto il primo campionato della nostra storia.

Solo che quando sai di avere tutti contro, non stringi alleanze, né ti dimostri sportivo con loro.

Spero che qualcuno in società lo capisca e inizi a comportarsi di conseguenza, tanto, come ha detto il Presidente “noi siamo sempre soli”.

Perché loro non vogliono batterci, vogliono distruggerci. Ci hanno già provato, ma non sanno che la Juventus non muore mai.

Buon anno bianconero a tutti.

 

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